Sono più di due anni che ho aperto il blog e sino a oggi non sono riuscita a scrivere di allattamento

Ogni tanto ho commentato quello che scrivevano altre mamme, ma neanche troppo. Non solo non riuscivo a scrivere nulla, ma riuscivo anche poco a parlarne.
Dopo una gravidanza fantastica e un parto veloce è arrivato il tanto atteso allattamento.
Avevo sempre detto prima di partorire che se non avessi avuto latte avrei dato senza problemi l’artificiale… E invece ecco il mio travaglio, si perché di questo si tratta e si è trattato.
Mi era sembrato sin da subito che Nicco non tirasse molto, ma le ostetriche dell’ospedale in maniera alquanto superficiale dicevano “è normale, è stanco dal parto… È normale ha ancora tutte le sostanze che gli hai trasmesso“.
Così il primo giorno passa, ma nella serata del secondo giorno torno all’attacco: il seno era durissimo e caldo come non mai. Lo faccio sentire a un’ostetrica e mi dice – cito testuale perché lo ricordo come fosse ora – “mamma mia poverina non ho mai visto una cosa del genere. Vieni con me che proviamo a tirare il latte“.

Ma il latte non veniva era tutto troppo duro… Mi mettono delle pezze bagnate calde con una borsa dell’acqua calda… Nottata in bianco e tanto dolore. La mattina dopo mi dimettono dicendo di dargli latte, di tirarlo e di non dargli assolutamente latte artificiale. Avrebbero deciso 48 ore dopo al controllo.
Sono tornata a casa e non riuscivo neanche a tenere in braccio Nicco… Me lo dovevano attaccare al seno… Io lo volevo tenere, ma non riuscivo a fare nessuno sforzo. Il bambino piangeva, la notte ancora di più… Lo attaccavo al seno e avevo sempre sensazione che non mangiasse molto…

Ma si sa che le mamme all’inizio sono tutte matte!!! E io più delle altre.
48 ore dopo il bambino aveva perso quasi 400 gr e cosa mi dicono? “Dagli quello che riesci e poi aggiungi un pò di latte artificiale, ma con la siringa perché altrimenti si abitua al biberon ed è la fine“…
Spruzzare il latte con la siringa, se ci ripenso mi prenderei a schiaffi… Nemmeno fosse un canarino.

Ma io non ero io, noi eravamo alla prima esperienza e loro tutte erano delle talebane del latte materno.
Per un mese e mezzo sono riuscita a dargli pochissimo del mio latte, non ci dormivo la notte, mi sentivo una pessima madre…
Nel consultorio più grande di Firenze quasi 3 anni fa non esisteva un’ostetrica esperta di allattamento artificiale. Domande stupide, forse per loro “ma devo contare tre ore dall’inizio della poppata o dalla fine? Ogni quante ore posso dargli il latte? Come faccio a capire se gli basta”? Domande banali, forse talmente banali che non hanno mai avuto una risposta univoca…
Perché mi chiedo tanta paura di dire a una mamma che ci ha provato “ecco un vademecum per l’allattamento artificiale“. Due mesi dopo vado da un pediatra privato consigliato da un’amica, parliamo un po’, piango e lui mi dice: “al tuo bambino del tuo latte non gliene frega nulla, lui vuole una mamma feliceLe ostetriche dovrebbero fare il loro lavoro“.

Parole sante.
E da allora piano piano sono e siamo ripartiti, ma ancora oggi se ci penso – e vi garantisco che ci penso spesso – mi viene da piangere. Non ho una foto in cui sorrido, non vedo mai i miei occhi e tutto per cosa?
Per un po’ di latte…

Che di latte artificiale non è mai morto nessuno, mentre di depressione si… Ma questo le ostetriche sembrano non saperlo… Forse dovremmo dirglielo noi mamme cattive?

large