Amare è fatica. È costanza, è perseveranza.
No, non spaventarti piccolo mio, amare è anche ballare al buio, avere le farfalle nello stomaco, guardare gli altri e camminare tre metri sopra di loro. Questo è l’innamoramento la fase in cui tutto hai inizio. In cui non chiederai niente perché basterà uno sguardo, la fase in cui le dirai che è bella cento volte in un minuto e lei arrossirà.

Poi passeranno gli anni e se sarete ancora insieme vorrà dire che il vostro innamoramento  si è trasformato in amore in quello di tutti i giorni, in quello della quotidianità fatto di casa, lavoro, imprevisti del monopoli e serate uguali a tante altre.

E se resterete insieme su quel divano riuscendo ancora ad abbracciarvi e a desiderarvi vorrà dire che avrete passato tanti giorni uguali a se stessi indenni… Con litigate, screzi e musi lunghi ma consapevoli di voler essere li e soltanto li, su quel divano.

L’amore muta e si trasforma perché siamo noi che cambiamo, che cresciamo sino a diventare una cosa sola?

No, non credo che essere una cosa sola sia quello a cui dovrai ambire e non credo che sia neanche la ricetta per l’amore eterno. Credo che tu dovrai restare te stesso e lei se stessa.

L’altra metà della mela?

A me piace di più pensare che ognuno è e sarà il frutto che vorrà essere.

Non cercare negli altri il pezzo mancante!

Cercalo in te stesso e solo quando riuscirai a trovare il tuo pezzo o farti bastare quello che hai potrai davvero amare qualcuno.

L’errore è credere che per l’amore eterno ti serva una tua metà, mentre solo tu sei la tua metà. E la persone che ti sta accanto è quello che tu vuoi perchè diverso da te…
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