Ci sono posti che ti rendono quella che sei.

Sono i posti del cuore. Dove incontri persone del cuore, compagni di vita, amici di sempre che anche se non vedi spesso è come se li avessi semprep accanto.

Ci sono posti e poi c’è IL posto. Nel mondo, un puntino in una cartina dove per 2 mesi l’anno dormi in un bungalow di legno affacciato sul mare accanto a roulotte e canadesi, con un bar che diventa il centro dell’universo tanto ti sembra grande. Un campo improvvisato di pallavolo, i primi baci, le prime sbronze, i primi pianti, i primi fuochi, “le bionde trecce gli occhi azzurri e poi“…
Un posto dove ti svegli con il rumore del mare e con quell’odore di pino dopo una nottata di pioggia intensa, dove l’unica musica è quella delle cicale che cantano nelle calde sere d’estate.
Un posto che vorrei poter regalare a mio figlio, ma che realisticamente so che non potrò dargli.

Perché i viaggi li facciamo e sono un’altra cosa, un altro modo di arricchirsi, di diventare cittadino del mondo.

Non so se esistono ancora posti così, non so se noi genitori possiamo permetterceli, non so se ci sono nonni come ce ne erano allora, o mamme che non lavoravano e stavano con noi.

Non so se oggi posti simili servano, ma io so per certo che se oggi sono quella che sono è perché più di 2 mesi l’anno li passavo lì.

Poi ho iniziato a viaggiare e adesso viaggiamo in 3… quel posto non c’è più…

Ma quella spiaggia è ancora lì tutte le estati e, nostalgicamente, tutti ci ritroviamo per una giornata, per un weekend con i figli o senza… A dirci quanto ci manca, quanto siamo cresciuti, a chiederci “ti ricordi quando…” E inutile dire che tutti ci ricordiamo tutto.

Noi in quel posto nel mondo!

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