Vale lo stesso principio: una donna diventa mamma e un uomo diventa babbo.

Sono due processi che nascono insieme, ma che si formano in modo diversi, per velocità, tempi e consapevolezze.

Talvolta i babbi possono sentirsi messi da parte, soprattutto all’inizio, talvolta noi diamo per scontato che capiscano le nostre esigenze e che le sappiano affrontare mentre non è così… dobbiamo accompagnarci, sopportarci e supportarci perché il percorso può essere davvero non privo di ostacoli.

Pur riconoscendo che la mamma soprattutto nei primi mesi ha un ruolo predominate rispetto al babbo piano piano i genitori devono essere intercambiabili.

Devono essere perché possono esserlo!

Noi mamme dal nostro canto dobbiamo smussare il nostro ego che spesso ci porta a pensare di essere sempre un passo avanti e di capire le esigenze dei nostri figli prima e meglio di tutti.

Possiamo essere interscambiabili per andare alle visite pediatriche, per i vaccini, per la nanna, per la pappa e per un’infinità di altre cose! Certo i bambini, talvolta se ne approfittano: Nicco quando ci sono io vuole sempre fare la nanna con me e così ogni tanto proviamo a farla fare con il babbo soprattutto perché quando non ci sono non sorge nessun problema.

Credo che siamo noi per primi che dobbiamo insegnare a questi adulti di domani che i ruoli sono paritari. La mamma lavora come il babbo e a casa tutti si danno una mano.

Nel 2018 sono ancora molti gli stereotipi di genere con cui dobbiamo confrontarci e scontrarci, ma se siamo le prime a sorridere davanti a frasi tipo “sei fortunata che ti dia mano” o ancora “che bravo che cucina” siamo noi donne le prime a non voler andare molto lontano.

Dobbiamo metterci sullo stesso piano, trovare il nostro equilibrio e fare il modo che i bambini capiscano da subito che possono stare indistintamente con entrambi! Nessuno è più o meno bravo, siamo esattamente due facce della stessa medaglia!

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