Questo è un post sofferto ma di una sofferenza consapevole, di quelli che uno tiene in bozze per un po’ perché dopo essere scritto di getto deve sedimentare.

Si parla di allattamento e di allattamento mancato.

L’allattamento è difficile, è naturale, ma non è per tutti.

La partenza è tutto, se va male qualcosa all’inizio tutto diventa ancora più difficile e andare avanti o fermarsi diventa una scelta da prendere subito e da portare avanti con fermezza e senza rimpianti.

Due parti, due inizi identici e da qui due decisioni completamente diverse.

7 ANNI FA diventavo mamma per la prima volta: parto naturale, veloce e senza complicazioni, poi la montata arriva in 48 ore a me sembrava che Niccolò non si attaccasse, lo segnalo ma tutte le ostetriche mi dicono che è normale: “dorme e poppa poco perché ha ancora i tuoi nutrienti”. Così quando la seconda sera chiedo aiuto perché il mio seno era diventato di un marmo bollente l’ostetrica di turno mi attacca al tiralatte. Non usciva niente, allora qualche asciugamano caldo ma il seno non migliora, decidono di dimettermi normalmente dopo le 48 ore.

Torno a casa con febbre e un dolore disumano, ricordo che non riuscivo a tenere in collo Nicco tanto il seno mi arrivava sotto le ascelle. Niente giunta ci avevano detto. Il bambino piangeva e al controllo dato il calo troppo alto di peso del bambino decidono che posso dare una giunta, ma con la siringa perché il bimbo non deve abituarsi a nessuna tettarella.

Avete mai dato il latte a un neonato con la siringa? Non vi invito a provare perché è davvero una cosa tristissima.

Il giorno dopo le mie dimissioni avevo già preso un’ostetrica che è venuta a casa mia per 15 giorni mattina e pomeriggio per spremermi come fossi una mucca, per farmi impacchi, per darmi la calendula per dirmi quando attaccarmi al tiralatte, per raccogliere ogni goccia di latte che producevo e che era oro per Niccolò. Risultato di tutto questo: allattamento misto per un mese e mezzo e una depressione post partum silenziosa e meschina.

 

7 ANNI DOPO divento mamma per la seconda volta. Parto naturale senza complicazioni. Beatrice si attacca e ostetriche il primo giorno mi monitorizzano costantemente dato che sulla mia scheda avevo segnalato ex enfatizzato tutto il pregresso. Poi ecco la montata, ecco il seno duro di nuovo. Ecco le docce, gli impacchi, i massaggi al capezzolo, la puntura di ossifocina, il tiralatte, le opinioni divergenti. Perché se è vero che esiste un protocollo è altrettanto vero che da ostetrica a ostetrica e da pediatra a pediatra le linee di azione cambiano e tu sei lì che piangi e ti senti di nuovo sola.

Mi trattengono un giorno in più per vedere se la situazione si sarebbe sbloccata ma niente. Decido consapevolmente, in accordo con il mio compagno di passare subito al latte artificiale. Era quello che ci eravamo detti nell’esatto momento in cui abbiamo deciso di fare un secondo bambino: se allattamento va bene ok, altrimenti non rifacciamo niente di quello che abbiamo già fatto. E così abbiamo fatto, anche se fino all’ultimo in ospedale non volevano prescrivermi pasticche per interrompere produzione di latte.

Il latte della mamma è il nutrimento principe per eccellenza, nessuno lo disconosce anche chi non allatta lo sa benissimo, ma non dimentichiamoci che ogni gravidanza è a sé, che ogni donna lo è altrettanto e che quello che più conta è che la donna sia felice e in pace con se stessa.

7 anni fa mi sentivo giudicata a dare il biberon in pubblico, oggi dal primo giorno che sono tornata a casa lo faccio naturalmente anche se ancora donne mi chiedono: “non allatti come mai?”

Oggi per evitare tante spiegazioni dico che non lo avevo… spiegare sarebbe troppo e poi ogni volta c’è sempre qualcuna che ci è passata ma che ci è riuscita… ma per favore!

 

7 anni sono un tempo abbastanza lungo per metabolizzare e ricordare con distacco ed è per questo che oggi usiamo il latte artificiale felicemente senza troppi se e senza troppi ma!

 

E voi? Quali sono le vostre esperienze?

 

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