Le mamme imperfette,

le mamme perfette,

le mamme pessime,

le mamme di una volta.

Le brave mamme, poi!

Ma mi spiegate cosa significa?

Abbiamo davvero bisogno di inserirci in una cornice così limitante per definirci? Per definire il nostro essere mamme?

No perché poi il rischio è che uno si cucia addosso un personaggio e si senta anche in empatia con questo, senza però capire che la persona è un’altra cosa.

Si può essere Mamma e basta. Con un bel punto a fermare la definizione.

Conosco mamme in carriera che vedono i figli molto poco, ma che usano il tempo che hanno a disposizione per stare davvero con loro, giocando, interagendo e sorridendo.

Conosco mamme che lavorano da casa, altre che non lavorano che passano il tempo con il cellulare in mano quasi sempre: un tweet, un selfie, una partita a ruzzle e conosco bambini che nascondo il cellulare a queste mamme.

Conosco mamme che non sanno cucinare e che odiano fare i lavorini fatti a mano, mentre ne conosco altre che sono maestre nell’arte del decoupage in casa nelle giornate di pioggia.

Conosco mamme che viaggiano mamme con i bambini in tutto il globo e altre che vanno nella stessa casa al mare da sempre.

Credo che a volte affibbiarsi una definizione possa favorire la nascita di rapporti, credo che a volte ci si senta meno sole appartenendo a una “categoria”, ma credo che alla fine una mamma sia semplicemente una mamma.

Sarà che le definizioni mi vanno strette, sarà che quando acquisti consapevolezza ognuna di noi vuole solo essere la mamma che può e che vuole essere!

e voi che ne pensate?

mmmmmmmmmmmm

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ddddd dddddddd