Quello che c’è di difficile nel definire la depressione post partum sta nell’essere collegata a quello che per tutti è il momento più bello nella vita di una donna e di una coppia.

Ho letto di quella giovane mamma che ha preso le sue bimbe con se per poi gettarsi nel Tevere , per poi gettarsi anche lei.
Ho letto questa notizia e ho pianto. Ho pianto di rabbia pensando a quanti non detti, a quanti silenzi non sono stati forse intercettati.

La solitudine, la depressione, il baby blues, insomma chiamatelo come volete, ma abbiate almeno il coraggio di ammettere che una donna dopo il parto può sentirsi sola.

Tutti a preoccuparsi del nuovo arrivato, si pensa che la neo-mamma abbia solo bisogno di riposare e invece il riposo è sacrosanto, ma non è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno. 

Se esistono corsi pre-parto perché non esistono corsi post-parto? 

Utili i corsi per imparare il massaggio infantile, utile e rilassante la mezz’ora di nuoto con il bebè, utilissimi i corsi di disostruzione pediatrica, ma possibile che non si capisca che tutto passa dal benessere della mamma? O meglio tutti dicono che questo è importante ma quanti professionisti lavorano davvero in questa direzione? 

Non è facile ammettere di sentirsi tristi e talvolta immensamente infelici dopo il parto.

Tutti a ripeterti che sei stata brava, che tuo figlio è bellissimo, ma nessuno che ti dice “da stasera saranno cazzi per cui se ti va di piangere fallo, se ti va di parlare con qualcuno di quanto ti senta inadeguata fallo, se ti va di urlare fallo. Nessuno ti giudicherà un millimetro in più di quanto non ti giudicherebbero in una situazione normale”. Ma a te che te ne importa. Non te ne dovrebbe importare nulla in generale e adesso che siete in due ricorda che niente sarà come ti ero immaginata. Più brutto o più bello dipenderà solo da te, ma se anche fosse più brutto non fartene una colpa. Succede quotidianamente ad ognuno di noi di restare delusi o inermi davanti a un avvenimento nuovo. 

E cosa c’è di più nuovo di diventare mamma?  


Io depressa lo sono stata e all’inizio chi mi circondava non lo aveva percepito: tutti a prendersi cura del piccino e a chiedersi come mai non allattavo.

Le protagoniste assolute per un po’ sono diventate le mie tette e a furia di parlarne lo sono diventate anche per me!
Mi sono limitata a scordarmi il biberon nella pentola che bolliva e quando è tornato il mio compagno l’acqua non c’era più il biberon si era sciolto e la pentola stava diventando nera… in casa un fumo e una puzza tale da averla con noi i giorni successivi. Io ero in salotto e non mi ero accorta di nulla! Poteva andare peggio si, ma poteva anche andare meglio se solo avessi avuto cognizione di cosa stavo vivendo. 


Penso che farò dei post sulla depressione post partum perché credo che il primo passo sia parlarne…

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